Ottaviano Augusto nella sua autobiografia, Res Gestae Divi Augusti, racconta che il Senato di Roma gli ha dedicato un altare per celebrare il vittorioso ritorno dalle provincie occidentali:
“Quando tornai a Roma dalla Spagna e dalla Gallia … compiute felicemente le imprese in quelle provincie, il Senato decretò che per il mio ritorno si dovesse consacrare l’ara della Pace Augusta presso il Campo Marzio e dispose che in essa i magistrati, i sacerdoti e le vergini vestali celebrassero un sacrificio annuale“.
Il Senato dispone che ogni anno si celebri un sacrificio presso l’Ara Pacis in ricordo della pace conseguita, ma di fatto la ricca decorazione figurativa che circonda l’altare diviene un modo efficace per celebrare e onorare Augusto e la sua discendenza attraverso le immagini.
Per l’occasione i migliori artisti in circolazione, probabilmente di origine greca, raffigurano attorno al recinto dell’altare la processione, a cui prende parte l’intera famiglia imperiale, e le storie leggendarie dell’origine e grandezza della città di Roma, con i gemelli allattati dalla lupa e l’arrivo di Enea nel Lazio.
L’Ara Pacis è un raffinato manifesto politico, con cui Augusto affida alla narrazione per immagini l’idea che dalla continuità della sua famiglia dipende la prosperità dello stato romano.
Appuntamento all’ingresso dell’Ara Pacis, in Lungotevere in Augusta.
Durata della visita 1h45.
Ingresso gratuito con la MIC card; 12€ per non residenti a Roma.
Costo della visita 12€ (comprensivo del noleggio di auricolari).