Attorno alla Basilica di Santa Maria Maggiore sorsero molte chiese, tra cui, il titulus Praxedis che, secondo la tradizione, sorse sulla casa del senatore Pudente, padre di Prassede e Pudenziana che aiutarono i cristiani perseguitati e si racconta che raccolsero il sangue dei primi martiri.
La chiesa attuale viene fondata nel IX secolo da papa Pasquale I e, come spesso avviene a Roma, nel corso dei secoli subisce numerosi rifacimenti.
Tuttavia, la chiesa di Santa Prassede ha mantenuto l’apparato musivo originale voluto da Pasquale I, divenendo così uno dei rari esempi di arte medievale ancora visibile a Roma.
L’abside e l’arco trionfale raffigurano alcuni passi del Libro dell’Apocalisse, con la città di Gerusalemme, Cristo, gli apostoli e la simbologia tipica del tempo.
Papa Pasquale I, inoltre, fa erigere la cappella di San Zenone dove fa seppellire la madre Teodora. Ad oggi questa rappresenta uno dei pochi esempi di cappella romana del IX secolo completamente rivestita di mosaici in stile bizantino.
In una nicchia, aperta sia sulla cappella di san Zenone che sulla navata destra, si conserva una colonna che si ritiene essere stata quella sulla quale Gesù abbia subito la flagellazione.
Appuntamento all’ingresso in Via di Santa Prassede 9/A.
Durata 1h45.
Costo complessivo 12€ (visita guidata, noleggio auricolari)